Ancora una volta mi ritrovo a scrivere per salutare un amico guerriero, vittima della Sla. Ancora una volta il senso di impotenza ed una grande tristezza che si accentua al ricordo di tutti quelli che ci hanno lasciato combattendo la stessa guerra impari e dura contro la Sla. I nostri cuori impavidi.
Così era sicuramente Vincenzo Petrocelli, che non ho avuto l’onore di conoscere personalmente , ma che ho sentito vicino attraverso le parole della moglie Rita. Anche lei Rita, come me. La sua esperienza di vita con Sla passa anche attraverso gli appelli accorati e l’amore di sua moglie, che non ha mai cessato di lottare con lui.
Storie di destini comuni, che ci affratellano in una condizione solo apparentemente disarmata.
Infatti Vincenzo Petrocelli non ha mai abbandonato le armi del forte attaccamento e amore per la vita, del mantenere la voglia di scrivere, di comunicare, come ha sempre fatto con i suoi libri di particolare interesse per la nostra terra lucana.
Così è per tutti i malati di Sla. Più è dura la condizione di vita che la malattia gli impone, più è luminoso il loro sguardo e il loro sorriso, puro.
E se non possono più camminare, nè parlare, sicuramente hanno sviluppato ali forti per volare.
Vola in alto Vincenzo. Cuore impavido.

P.s.
Vincenzo aveva creato un blog. Per chi vuole approfondire la conoscenza della sua personalità e gli importanti contributi saggistici pubblicati nella sua carriera di giornalista e scrittore lo rimandiamo a :

vincenzopetrocelliblog.wordpress.com