E’ rimasto vivido nei mie pensieri il ricordo di Gaetano, di quando venne qui a Matera con la sua famiglia e con gli amici, qualche anno fa. Avevamo un “nemico” comune, la Sla, e indossavamo le stesse divise di combattenti, armati di coraggio e grande amore per la vita.  Glie lo leggevi negli occhi, che comunicavano in maniera immediata la voglia di non arrendersi, mai.  Accanto a lui la forza di Giorgia, in cui, forse, ho riconosciuto anche la mia. Intorno, nuvole di amici attratti quasi irresistibilmente da chi sembrava il più fragile, e invece Gaetano era un concentrato di energia vitale. Così è per tutti i malati di Sla. Sono lì fermi, ma si agitano nello spazio di mille pensieri dove corrono e nuotano liberi. Non parlano, ma potresti dire che urlano tutto quello che sentono nei loro cuori. Decisamente “Impavidi”. L’Associazione “Io Posso” è stata e rimane traduzione di un messaggio che ho sentito subito mio; stampato sul braccialetto azzurro, che mi ricorda il mare del Salento, il colore della libertà. Quel braccialetto è rimasto sempre al mio polso da quando mi è stato donato da Luciano, il vero ponte della nostra amicizia. Lo porto ovunque e, ogni volta che nelle miei giornate avverto il peso di una difficoltà estrema, lo guardo e con un sorriso mi dico: IO POSSO! Grazie Gaetano

Rita Bianco