Carissimi, in questo giorno di festa per tutti, che segna l’inizio di un nuovo anno, voglio trasmettere il mio augurio di una vita sempre più autentica, attraverso l’esempio che i nostri grandi ‘guerrieri’ continuano a darci ogni giorno. Sappiamo oggi, in maniera sempre più chiara, in che modo aiutarli, sostenerli, accompagnarli. La SLA ha definito i tempi della privazione e dello sconforto, della perdita inesorabile, della mancanza. Le dobbiamo però riconoscere un unico merito, quello di aver dato a chi come noi ha scelto di camminarle accanto, il senso e il valore delle cose importanti, di ciò che conta veramente. Non può una malattia, nemmeno la SLA, privarci dell’essenza, del grande, prezioso valore di ogni emozione, che fa vibrare la nostra anima attraverso la condivisione anche dei sorrisi di chi non può parlare, ma comunica. Nel silenzio. Con il cuore. Dagli anni trascorsi abbiamo imparato : che ogni momento della nostra vita dedicato a chi soffre, aggiunge vita a chi soffre, ma anche a noi; che ci sono vari modi per sostenere fisicamente e moralmente un malato, ma che tutto parte dalla considerazione che non lo è; che non ci saranno molte occasioni per dire quello che vogliamo a chi amiamo veramente e che ogni parola, specie quella pronunciata a fatica con lo sguardo, uno sguardo capace di andare lontano e di dilatarsi nello spazio e nel tempo, ha un suo peso, resta; che anche la SLA è un ostacolo superabile dalle relazioni umane vere, quelle fondate sui sentimenti eterni, e che ogni ostacolo, ogni barriera imposta dalla malattia, può trovare una soluzione, se ci si mette insieme a cercarla; che insieme la lotta è affrontabile, necessaria, indispensabile e che non ci piegheremo neanche di fronte alla totale assenza di ogni speranza, perché continueremo a credere fermamente nel valore della vita, di ogni suo attimo. Così spero che tutti possano intraprendere il cammino in questo nuovo anno con nuova e forte consapevolezza, senza illusioni, ma fiduciosi che ogni nostro impegno comune assunto per i malati di SLA, e per ogni malato, produrrà dei risultati, sia pure invisibili perché riservati alla dimensione propria dei sentimenti e delle emozioni, ma proprio per questo durevoli. Auguro a tutti la capacità di preservare sempre la capacità di emozionarsi malgrado le difficoltà più estreme, di mantenere ferma la coscienza che il potenziale delle proprie risorse nella guerra alla SLA cresce grazie all’unione, grazie alla forza di scegliere con coraggio di aiutare, di aiutare ancora. Buon Anno

Matera, 1 gennaio 2018
Rita Bianco